domenica 25 settembre 2011

Il mio primo racconto: "Inferno, Purgatorio o Paradiso?"

Inferno, Purgatorio o Paradiso?
(1993)


Quel giorno, come tutti i giorni, il Guardiano del Mondo dell'Aldilà sfogliava il suo registro. Si chiamava Deucalione ed era una strana creatura. Sembrava un angelo, vestito di bianco, con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Ma le ali erano grandi e nere, simili a quelle di un pipistrello; tra i riccioli biondi c'erano due piccole corna e nella parte posteriore, sotto le ali, c'era una sottile coda rossa. Insomma, era un incrocio tra un angelo e un diavolo. Forse perchè l'Aldilà comprendeva sia l'Inferno, con i Diavoli, sia il Paradiso, con gli Angeli.

"Bene, ci sono nuovi arrivi" commentò Deucalione.

Quella, notte, infatti, erano arrivati tre uomini, o meglio, tre spiriti: un parrucchiere, un insegnante ed un ballerino. Il parrucchiere aveva 35 anni. Il giorno della morte aveva ricevuto la visita di un amico. Forse un assassinio? Può darsi. Sul registro c'era scritto che i fatti si erano svolti così. Quel pomeriggio, verso le tre, il parrucchiere, Gerolamo, aveva ricevuto la visita di un suo amico. Mentre se ne stava lì, sorseggiando un bicchiere di whisky, raccontò una barzelletta. Si trattava di una commessa che consigliava un signore che doveva comprare un libro: "Prenda questo, è molto bello anche se un po' pesante." "Beh.... non è un problema" ribatteva il signore "fuori ho l'auto!". Non era un granchè come barzelletta, ma Gerolamo aveva cominciato a ridere e, secondo alcuni testimoni, aveva continuato fino alle undici di sera, quando era morto sfinito. Questa era la storia del parrucchiere.

L'insegnante aveva 43 anni, si chiamava Achille ed insegnava in una scuola elementare. Era morto cambiando una lampadina. Fulminato? No. Era salito sul tavolo, alto 99,9 cm esatti. Aveva cambiato la lampadina, si era girato per scendere ed era saltato. Ma qualcosa non aveva funzionato. Era caduto male ed era morto sul colpo.

"Quante cose strane si leggono su questo registro" commentava intanto Deucalione. Ma il ballerino Venanzio, 25 anni, era morto normalmente: un incidente col motorino.

Deucalione si alzò, chiuse il registro, uscì dalla stanza e si trovò davanti i tre individui. Il primo, Gerolamo, aveva in mano due parrucchini che continuava a mettere e togliere. Quando si fermava, prendeva il pettine, si pettinava i due capelli che aveva in testa, si guardava in uno specchietto, bagnava i due capelli con una salviettina umida, li asciugava con un mini-phon, si guardava nello specchio, si metteva un po' di gel, si guardava di nuovo e ricominciava a mettere e togliere i parrucchini.

Il secondo, Achille, doveva essere un insegnante di geografia, perchè aveva tra le mani un grosso mappamondo gonfiabile e, girandolo e rigirandolo, scandiva ad alta voce nomi di nazioni, città, fiumi, monti, laghi e tutto ciò che poteva riguardare la geografia.

Il terzo, Venanzio, indossava un largo tutù rosa sgargiante con calzamaglia nera e, quando camminava, camminava in punta di piedi, cosicchè provocava un fastidioso ticchettio.

Deucalione rimase a bocca aperta quando vide i tre individui. Di tipi strani nell'Aldilà ne aveva visti molti, ma strani come quelli, mai. Dopo un attimo di stupore si fece coraggio:

"Ehm..... scusate...  io sono Deucalione, il Guardiano del Mondo dell'Aldilà. Vi do il benvenuto e vorrei conoscervi meglio."

A prendere la parola per primo fu il ballerino: "Io sono nato a Roma, ho cominciato a studiare ballo giovanissimo e mi sono esibito anche alla Scala di Milano e al Bolscioi di Mosca. Ero sempre applaudito calorosamente e giornali e riviste parlavano continuamente di me".

Deucalione, da sempre accanito lettore, sgranò gli occhi: non aveva mai sentito parlare di quel tizio. Preferì non commentare e si rivolse al parrucchiere: "E Lei, signore?".

"Io sono nato a Milano e ho pettinato grandi star del cinema e della televisione. Non mi chieda di citare qualche esempio perchè sono così tante che non me ne ricordo neanche una."

Deucalione alzò gli occhi al cielo e interpellò l'insegnante, che aveva continuato a nominare monti, città, ecc. "E di Lei cosa mi dice?".

"Danubio, Monte Bianco, Salisburgo....".

"E di Lei cosa mi dice?" riprese Deucalione, alzando il tono di voce.

"Inn, Monviso, Helsinki....".

Deucalione si arrabbiò così tanto che le parole gli uscirono dalla bocca in modo piuttosto strano: "Cosa di dice e mi Lei?"

L'uomo si svegliò di colpo e cominciò a parlare come una mitragliatrice: "Anch'io sono nato in Italia, e precisamente a Venezia. Ah, Venezia.! Che grande città! Lei deve sapere che sorge su 118 isolette, a 4 km dalla terraferma. 160 canali intersecano la città e formano numerose calli, che si allargano in campi e campielli....".

Deucalione sopportò ancora per qualche minuto, poi si allontanò lentamente, lasciando l'insegnante alle sue noiosissime lezioni. Gli altri due individui non tardarono ad imitarlo.



Il giorno dopo i tre uomini si ritrovarono da soli nella stessa sala del giorno precedente.

Deucalione, gli Angeli e i Diavoli, capitanati rispettivamente da San Pietro e da Satana, si erano riuniti per decidere la sorte dei tre. Questi ultimi, intanto, erano molto preoccupati e continuavano a ripetersi mentalmente: "Inferno, Purgatorio o Paradiso?", tranne l'insegnante, nella cui mente si poteva leggere un altro pensiero: "Reno, Everest, Pechino....".

"Io", stava dicendo intanto Deucalione. "mi sono fatto una mia opinione su quei tre".

"Cioè?" chiesero in coro i presenti.

"Sono pazzi."

"Questo lo sapevamo anche noi" sbuffò Satana.

"Una cosa è certa. Nel mio Inferno ci sono i cattivi e i delinquenti, ma i matti no; e non li voglio nemmeno. Diavoli, siete tutti d'accordo?".

"Sì!".

Deucalione si rivolse allora a San Pietro:

"E tu che ne pensi?".

"Secondo me, il Paradiso non è adatto per loro e non sono degni neanche del Purgatorio. Angeli, siete tutti d'accordo?".

"Sì!" risposero tutti, tranne uno dall'aria più sveglia degli altri.

"Scusate, non ho capito la domanda...."

"Ho chiesto se siete tutti d'accordo sul non accettare in Paradiso quei tre".

"Scusate, non ho capito.... Chi sono quei tre? Di chi parlate?".

"Siamo tutti d'accordo" tagliò corto San Pietro.

"Bene, ma allora che ne facciamo di loro?" chiese un Diavolo.

"Amici, temo proprio che non ci sia nient'altro da fare che.." annunciò Deucalione.



Un quarto d'ora dopo si presentò di fronte ai tre.

"Ascoltatemi attentamente. Abbiamo deciso che non potete stare nè in Purgatorio, nè in Paradiso, nè all'Inferno. Perciò...".

Essi rimasero col fiato sospeso: "Perciò?".

"Perciò dobbiamo rispedirvi sulla Terra".

I tre uomini si misero ad urlare e a saltare dalla gioia.

"Sappiate però" riprese Deucalione "che non potrete mai più tornare indietro, sarete immortali. Sembra una cosa bella, ma nella vita di ogni immortale viene il momento in cui desidera porre fine alla propria esistenza. Ricordatevelo.".

I tre ascoltarono in silenzio, mentre Deucalione terminava il suo discorso.

"Ora andate a dormire. Domattina vi sveglierete a casa vostra. Addio".

E si allontanò lentamente, malinconicamente, come una creatura stanca di vivere, ma costretta a farlo per sempre.

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