La vide
che gli veniva incontro in mezzo alla folla e per qualche motivo capì che la
persona che stava aspettando era proprio lei. Ma non ne ebbe la certezza finché
lei non guardò nella sua direzione e abbozzò un mezzo sorriso, forse timido, o
forse semplicemente il sorriso di una persona che non era certa di rivolgerlo
all'individuo con cui aveva appuntamento. Per fugare i suoi eventuali dubbi,
non appena lei fu abbastanza vicina, lui le chiese:
-
Claudia Morante?
E allora
il suo sorriso si fece più aperto, deciso. Era lei.
John
Farrell ne rimase positivamente impressionato, e si rilassò un poco. Senza un
motivo preciso, si era aspettato di trovarsi davanti una di quelle ventenni
piuttosto in carne, in jeans, maglietta trasandata, zaino sulle spalle ed
enormi scarpe da tennis, o peggio ancora orribili anfibi. La ragazza che si era
fatta largo in mezzo alla folla, invece, non era affatto così. Anzi, tutto
l'opposto. Era raffinata, distinta. E semplice. Indossava un abito corto, senza
maniche, non troppo aderente, ma che permetteva comunque di notare la sua bella
figura. Era alta, con lunghi capelli castani raccolti e fermati da una grossa
molletta. Non si poteva dire che fosse bella, per lo meno non era una di quelle
che ti giri a guardare quando passano per la strada, ma ad un'analisi più
attenta risultava essere decisamente graziosa. Non una top model, ma graziosa.
Dicevano
che le donne italiane fossero splendide; le poche che aveva conosciuto non gli
avevano dato questa impressione, le aveva considerate donne come tante, e anche
quest'ultima non gli aveva fatto cambiare idea. Non che fosse brutta, affatto,
ma non vi vedeva queste caratteristiche di eccezionalità di cui gli avevano
parlato. Per Claudia Morante, comunque, le cose erano un po' diverse: sapeva
che in lei scorreva anche sangue americano, da parte di madre.
Al di là
delle questioni sulla sua bellezza, Farrell la catalogò immediatamente come una
persona seria, matura, responsabile. E affascinante. Perché una ventiduenne con
quelle caratteristiche di serietà e dignità non poteva che risultare
affascinante. Tuttavia, la sua innata diffidenza lo spinse a guardarla anche
con un po' di sospetto, almeno finché lei, prima di stringergli la mano, molto
educatamente, non si tolse gli occhiali da sole che le nascondevano gli occhi.
Farrell
detestava quelle stupide dicerie che pretendevano che gli occhi fossero
"lo specchio dell'anima", ma stavolta, per la prima volta in
quarantadue anni, si ritrovò spiazzato. Per la prima volta in quarantadue anni,
si ritrovò a giudicare una persona - e positivamente - semplicemente
guardandola negli occhi.
(Da "Un nuovo giorno")
