25 dicembre
Quando, sotto Natale, vi capita di guardare uno di quei film
che cercano di convincervi che a Natale avvengono i miracoli e i sogni si
realizzano, non siate scettici. Credeteci. Io non ho mai voluto crederci, ma
oggi…oggi mi sono dovuta ravvedere!
Dopo il pranzo abbondante eravamo intenti ad una partita di
poker, quando è suonato il citofono.
Ecco, ho pensato, l’ennesimo parente. Nuovi
sorrisi da rivolgere qua e là. Non ne posso più.
- E’ Luca - mi ha comunicato mia mamma, sorpresa quanto me.
Voleva che scendessi un momento. Tremando, mi sono infilata
la giacca e sono scesa.
Lui mi aspettava davanti al cancello, con un sacchetto in
mano. Mi ha sorriso; io no.
- Auguri - mi ha detto.
- Grazie, anche a te.
- Sono venuto a portarti questo.
Mi ha allungato il sacchetto e ho visto che conteneva un
pacchetto colorato.
- Non era necessario - ho ribattuto con durezza.
Non era voluto, ma non riuscivo a non trattarlo freddamente.
Cosa diavolo gli era preso, adesso? Prima mi liquida come fossi un oggetto
inanimato, e poi viene da me addirittura a Natale, quando io lo immaginavo
insieme ai bambini, magari anche fuori città?
Lui mi guardava con quello sguardo che conoscevo bene, a
metà tra l’incantato, l’imbarazzato e l’intenerito. Quello sguardo era sempre
riuscito a farmi sentire bella, ma in quel momento mi ha irritata. Luca
sembrava non avere altro da dire e la mia irritazione è cresciuta.
- Non sei con i bambini? - ho sbottato.
- Sì…adesso torno da loro.
- E ti sei scomodato a venire fin qui solo per portarmi un
regalo?
- Veramente sono venuto qui anche per un altro motivo.
L’ho guardato incuriosita, mentre lui faceva una pausa.
- Avevi ragione tu - mi ha detto alla fine.
- Su che cosa?
- Su tutto. Su tutto quello che mi hai detto venerdì.
- E quindi?
- E quindi stavo perdendo la cosa più bella che mi sia
capitata nel corso di quest’anno.
Cominciavo ad intuire dove volesse arrivare, ma mi sembrava
troppo incredibile.
- Cosa intendi, Luca? - ho mormorato mentre tutta la mia
freddezza nei suoi confronti svaniva.
- Intendo che voglio stare con te. Se tu lo vuoi ancora.
Ho cominciato a piangere all’improvviso, come se un
rubinetto si fosse aperto a comando.
Lui mi ha preso il viso tra le mani, come aveva fatto quando
mi aveva baciata per la prima volta, e mi ha chiesto:
- Lo vuoi ancora, Roberta?
Avrei voluto urlargli “sì” e buttargli le braccia al collo,
ma mi sono trattenuta.
- Alle mie condizioni, però - ho detto.
- Quali?
- Le nostre rispettive paure e paranoie…vanno limate.
- Va bene - ha acconsentito lui con un sorriso, e questa
volta, posato a terra il sacchetto con il regalo, le braccia al collo gliele ho
buttate per davvero.
Mi erano mancati tanto i suoi baci, ma non ricordavo che
fossero davvero così belli. O forse quello di quel momento è stato
particolarmente speciale!
- Mi sei mancata - mi ha sussurrato.
- Anche tu. Tanto.
- Sai chi è stato a farmi decidere definitivamente?
- Chi?
- Mattia. Mi ha chiesto perché, se la mamma aveva un altro
vicino, io non avevo nessuno.
Ho sorriso, cercando di arrestare le lacrime. So quanto Luca
si preoccupi per i suoi figli e so che per loro è disposto a rinunciare a
tutto, me compresa. Ma adesso che ha capito che non sarebbe un problema, per
loro, vederlo insieme a un’altra donna, si è sentito più tranquillo. Devo
davvero ringraziare Mattia. Non vedo l’ora di conoscerlo!
- Ti ha dato la sua benedizione - ho commentato.
Ho invitato Luca a salire in casa un momento e lui ha accettato.
Sul pianerottolo, prima di entrare, mi ha trattenuta per un
braccio e mi ha baciata ancora.
- Ti amo - gli ho detto, in tono ovviamente diverso da
quello del venerdì precedente, pur temendo ancora la sua reazione.
- Ti amo anch’io - ha invece ribattuto lui con naturalezza e
tranquillità.
Ed io, sforzandomi di mantenere chiuso il mio “rubinetto
personale”, ho spalancato la porta di casa, pronta per presentare a tutti
l’uomo migliore del mondo. Il mio.
25 dicembre
E’ andata, finalmente. Anche se
purtroppo l’atmosfera di festa durerà ancora per vari giorni, il 25 dicembre
almeno è passato.
Ovviamente non ho risposto al
messaggio di Luca. Se non lo risentirò prima di Capodanno, sarò io a mandargli
un messaggio augurandogli buon 2004. Vedremo che succederà. Ad ogni modo,
comunque vada, il 2004 per me inizierà con una questione da risolvere e una
battaglia da combattere. Non mi importa se sarà una lotta contro i mulini a
vento. Vale la pena combattere ugualmente. Se si considera che siamo partiti
con Luca che nemmeno mi voleva vedere e che riteneva inutile parlare, il fatto
che adesso sia pronto a “parlare nel nuovo anno” è già qualcosa. Sfrutterò
l’occasione, userò ogni arma a mia disposizione e se tutto ciò non sarà servito
a nulla…beh, perlomeno ci avrò provato e non avrò rimpianti. Perché io
quell’uomo lo voglio ancora.
Quell’uomo che aveva tutte quelle attenzioni e piccole
premure nei miei confronti, che mi coglievano sempre di sorpresa perché non me
le aspettavo; quell’uomo che mi si rivolgeva con quella tenerezza, che mi
chiedeva cento volte se stavo bene; quell’uomo che nei momenti di intimità
pensava prima a me che a se stesso, che mi scostava delicatamente i capelli dal
viso o che mi chiedeva se “fossi scomoda”.
In questo momento sto malissimo; finirò quest’anno, che per
me è stato così speciale, stando male, e inizierò il prossimo allo stesso modo.
La cosa peggiore, quando stai male per amore e ami una persona che ha tanta
sofferenza alle spalle, è che finisci con lo stare male per due. Soffri per te
stessa, ma senti dentro di te anche la sofferenza dell’altra persona - se la
ami veramente. Ogni volta che penso al matrimonio di Luca, a lui che se ne va
di casa, a quello che pensa quando vede i suoi figli, avverto chiaramente
dentro di me il suo dolore. E questo suo dolore viene a sommarsi al mio,
cosicché la situazione diventa insostenibile e il vivere impossibile.
Per questo ho bisogno di risolvere una volta per tutte
questa storia, guardando in faccia Luca e decidendo, solo in quel momento, la
cosa migliore da fare. Se deve davvero finire tutto in niente, ho bisogno di
rendermi conto che sarà veramente così, e solo allora potrò separare il suo
dolore dal mio, dimezzare la sofferenza che provo in questo momento, e andare
avanti per la mia strada.
Ma finché non lo avrò davanti, finché i miei occhi non
incroceranno i suoi, tutto ciò sarà impossibile.
Bene, allora buon Natale e buon Anno a tutti.
Anche per quest’anno, il Natale per me non ha portato né
serenità né tanto meno miracoli. Se per voi non è stato così, ne sono
sinceramente felice. Se invece i miracoli non sono mai successi neanche a voi
ma nonostante questo continuate a crederci, fate pure. Dicono che quando credi
davvero in qualcosa, quel qualcosa lo puoi ottenere e raggiungere. “Volere è
potere”. E’ la più grossa baggianata che io abbia mai sentito. Tante volte ho
creduto con tutte le mie forze in qualcosa, sinceramente e tenacemente. Niente
si è mai realizzato.
I miracoli non avvengono, i sogni non si realizzano. Queste
credenze lasciatele ai bambini, per permettere loro di godere di quella
speranza e quella serenità che tra qualche anno perderanno, come tutti noi.
Buon Natale Mattia, Buon Natale Stefano. Spero che in questo
momento stiate sorridendo, con quei sorrisi che ho visto in tante fotografie.
Non ce n’era una in cui eravate tristi o arrabbiati, e questo mi aveva colpito
positivamente. Non vi aspettano momenti facili, ma di una cosa vi voglio
rassicurare: avete un papà meraviglioso, che sarebbe pronto a dare la vita per
voi e a sacrificare se stesso e la propria felicità.
Spero che un giorno voi possiate riuscire là dove io ho
fallito: fargli capire che annullarsi per dedicarsi completamente agli altri
non porta da nessuna parte e che chiedere aiuto e accettarlo, almeno una volta
ogni tanto, non ha mai ucciso nessuno.
Vi voglio bene, pur non conoscendovi, e tra le altre cose,
anche di questo il vostro papà va ringraziato: per avermi insegnato a guardare
i bambini in modo diverso da come avevo fatto finora.