giovedì 15 novembre 2012

Incontro







La vide che gli veniva incontro in mezzo alla folla e per qualche motivo capì che la persona che stava aspettando era proprio lei. Ma non ne ebbe la certezza finché lei non guardò nella sua direzione e abbozzò un mezzo sorriso, forse timido, o forse semplicemente il sorriso di una persona che non era certa di rivolgerlo all'individuo con cui aveva appuntamento. Per fugare i suoi eventuali dubbi, non appena lei fu abbastanza vicina, lui le chiese:

- Claudia Morante?

E allora il suo sorriso si fece più aperto, deciso. Era lei.

John Farrell ne rimase positivamente impressionato, e si rilassò un poco. Senza un motivo preciso, si era aspettato di trovarsi davanti una di quelle ventenni piuttosto in carne, in jeans, maglietta trasandata, zaino sulle spalle ed enormi scarpe da tennis, o peggio ancora orribili anfibi. La ragazza che si era fatta largo in mezzo alla folla, invece, non era affatto così. Anzi, tutto l'opposto. Era raffinata, distinta. E semplice. Indossava un abito corto, senza maniche, non troppo aderente, ma che permetteva comunque di notare la sua bella figura. Era alta, con lunghi capelli castani raccolti e fermati da una grossa molletta. Non si poteva dire che fosse bella, per lo meno non era una di quelle che ti giri a guardare quando passano per la strada, ma ad un'analisi più attenta risultava essere decisamente graziosa. Non una top model, ma graziosa.

Dicevano che le donne italiane fossero splendide; le poche che aveva conosciuto non gli avevano dato questa impressione, le aveva considerate donne come tante, e anche quest'ultima non gli aveva fatto cambiare idea. Non che fosse brutta, affatto, ma non vi vedeva queste caratteristiche di eccezionalità di cui gli avevano parlato. Per Claudia Morante, comunque, le cose erano un po' diverse: sapeva che in lei scorreva anche sangue americano, da parte di madre.

Al di là delle questioni sulla sua bellezza, Farrell la catalogò immediatamente come una persona seria, matura, responsabile. E affascinante. Perché una ventiduenne con quelle caratteristiche di serietà e dignità non poteva che risultare affascinante. Tuttavia, la sua innata diffidenza lo spinse a guardarla anche con un po' di sospetto, almeno finché lei, prima di stringergli la mano, molto educatamente, non si tolse gli occhiali da sole che le nascondevano gli occhi.

Farrell detestava quelle stupide dicerie che pretendevano che gli occhi fossero "lo specchio dell'anima", ma stavolta, per la prima volta in quarantadue anni, si ritrovò spiazzato. Per la prima volta in quarantadue anni, si ritrovò a giudicare una persona - e positivamente - semplicemente guardandola negli occhi.
 
 
(Da "Un nuovo giorno")



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