sabato 15 dicembre 2012

Dieci giorni a Natale/5





18 dicembre
 
Tra ventiquattro ore sarà tutto finito.
Ho una paura tremenda, ma so che è una situazione che va affrontata e che, comunque andrà, mi farà crescere. Sto imparando a crescere e ad amare, ma soprattutto a lottare per quello in cui credo e a cui tengo. Almeno sotto questo punto di vista, Luca va ringraziato.
Ho scritto il biglietto da allegare ai regali. “Mesi fa avevo detto che per Natale ti avrei fatto due regali. E io le promesse le mantengo. Buon Natale.” Niente di più.
Non riesco a credere che sono passati due mesi e mezzo dall’ultima volta che ci siamo visti, da quella prima e unica notte che abbiamo passato insieme. L’ultima immagine che ho di Luca è di lui sul pianerottolo, che mi saluta con la mano mentre le porte dell’ascensore si chiudono davanti a me. Come potevo immaginare che dopo di allora non lo avrei più rivisto per tanto tempo, e che sarebbe successo tutto questo?
Dio, come mi manca. Come mi mancano i suoi baci, la sua tenerezza, la sua dolcezza. Come potrò stare senza tutto questo? Sì, lo so, dovrei pensare che non è ancora detto, che ho ancora una carta da giocarmi, una battaglia da combattere, e lo farò domani. Ma se lo conosco bene è più testardo di me e sarà dura farlo ragionare, fargli cambiare idea. E sarà prima di tutto dura riuscire a farlo parlare, a fargli tirare fuori quello che ha dentro, qualunque cosa sia.
Ma ogni volta che mi sentirò sfiduciata o scoraggiata, penserò a quei momenti passati insieme, quei momenti che mi convincono che lui mi voglia bene, e tanto. E’ in base a questa convinzione che ho preparato la mia “linea strategica” e domani farò l’arringa finale. Peccato che non ci sia una giuria ad ascoltarmi!
Gioca a mio favore il fattore sorpresa. In tutti questi mesi ho permesso a Luca di conoscere solo una parte di me stessa, quella più fragile e arrendevole. Domani conoscerà anche l’altra, quella più combattiva e decisa, quella che probabilmente non si aspetta. Quella che si troverà davanti domani sarà sicuramente una persona molto diversa da quella che quella sera sotto casa mia ha fatto scena muta per tutto quel tempo, spaventata da quello che provava, terrorizzata all’idea di lasciarsi andare, di fidarsi di lui. Quanta pazienza ha avuto, quella sera! E’ rimasto lì per un sacco di tempo a cercare di farmi parlare, di farmi spiegare cosa mi preoccupava e spaventava. Come può non tenere a me, un uomo che si è comportato così, che avrebbe potuto andarsene e invece non l’ha fatto?
E’ strano come il destino riproponga a volte le stesse situazioni, ma a ruoli invertiti. Adesso sono io a dover interpretare la parte che lui interpretò quella sera. Le sento ancora nelle orecchie, le sue parole: “Se due persone si piacciono, cosa devono fare?” E ancora tra noi non c’era stato nient’altro che un semplice bacio!
E adesso, invece? Adesso che siamo andati così oltre, quella frase non vale più? Non è paradossale? Non è un controsenso? O all’improvviso si è accorto che non gli piaccio più? Ma com’è possibile, se quella sera e quella notte di due mesi fa sembrava l’esatto opposto?
 
Sarà dura, la giornata di domani. Sicuramente una delle più dure della mia vita.
Non sarà facile parlargli, ma so che devo farlo, perché altrimenti non me lo perdonerei mai.
Mi chiedo a cosa stia pensando lui in questo momento, se sia seccato all’idea di dover perdere del tempo con me. Ma allora quella sera del mio mutismo? Quella sera sì ha perso tempo, quella sera sì avrebbe dovuto essere seccato. E invece era così tranquillo…
Vediamo se quella sua tranquillità riuscirà a mantenerla anche domani.
Vado in guerra. Contro e per l’uomo che amo.
 
 
 
18 dicembre
 
“Allora sospendiamo i contatti?”
Mi è tornata in mente oggi, quella frase. Vuoi vedere che intendeva includere nei “contatti” anche gli auguri di Natale? Vuoi vedere che non si farà sentire nemmeno per quelli? Anche se, sinceramente, non so più cosa mi farebbe arrabbiare di più: riceverli, o non riceverli?
Odio quest’atmosfera natalizia, non la sopporto più.
Questa sera sono uscita con mia madre, abbiamo fatto un giro per i negozi alla ricerca di qualche regalo per amici e parenti. Qualcosa abbiamo concluso, fortunatamente. Però davanti a una vetrina ho visto due ragazzi. Camminavano abbracciati, sorridenti, chiacchierando. Si sono fermati per scambiarsi un bacio e hanno ripreso a camminare.
Se solo fossi anch’io in giro così con Luca a cercare i regali… Allora sì che l’atmosfera di questo periodo sarebbe davvero magica! Sono solo una stupida, lo so. Non ho ancora capito che certe magie non mi appartengono e non mi apparterranno mai? Che ogni volta che sarò sul punto di essere felice, arriverà qualcosa a spazzare via tutto? Quante volte mi è successo!
Ricordo una canzone che parlava proprio dell’essere innamorati a Natale. “Camminare con te nella neve dell’inverno, baciarsi sotto il vischio, la gente sorride ovunque andiamo…E’ la vigilia di Natale e possono notare che siamo innamorati. Tu rendi la stagione luminosa con le luci riflesse nei tuoi occhi. Tutti i miei sogni si stanno realizzando, stanotte. E’ la vigilia di Natale e posso vedere che siamo innamorati”
Che sciocchezze.
“Non ho bisogno di Babbo Natale per esprimere il mio desiderio di Natale, perché ho te tra le mie braccia: quale potrebbe essere un regalo migliore?”
Mi manchi da morire, Luca. Vorrei davvero averti tra le mie braccia. Ti ho mandato via e-mail alcune cose che ho scritto in questi mesi, dove dicevo chiaramente di amarti e di essere pronta a conoscere i tuoi bambini. Ma nemmeno quello ti ha smosso. Cosa ti è successo?
Possibile che davvero non mi chiamerai nemmeno per Natale? Dov’è la persona sempre così onesta e corretta che ho conosciuto e amato in questi mesi? Possibile che mi sia sbagliata così tanto? Possibile che tutti coloro che sanno di te o ti hanno conosciuto si siano sbagliati sul tuo conto, non abbiano mai notato nulla di strano? Perché adesso ti comporti così? Cosa ti ho fatto?
 
Questo pomeriggio, come ormai - stupidamente - faccio da settimane, ho dedicato una mezz’ora alla recita del discorso che ti farò quando di vedrò. E’ sciocco, lo so, ma mi dà sicurezza. Cerco di immaginare ogni tua possibile reazione, ogni tua possibile mossa, ogni tua possibile risposta.
Guarda come mi sono ridotta. A preparare discorsi quando per certe cose tutto nasce spontaneamente dal cuore!
Ma sei stato tu a costringermi a questo. Tu con le tue parole vuote degli ultimi tempi. Tu che hai fatto di tutto per evitare di far parlare i sentimenti.
E allora preparo tutto a tavolino. Nel mio discorso mescolerò risentimento, razionalità, amore, disperazione. Chissà mai che per una volta non riesca a mettere in crisi il grande avvocato.
 
 
 
 
 


2 commenti:

  1. ... qui spero che sia la prima parte xD
    Una persona che non si fa sentire da due mesi circa... io penso che sarei andata sotto casa sua a prenderla xD

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  2. Non posso commentare... altrimenti si capisce qual è la storia vera ;-)

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