mercoledì 19 dicembre 2012

Dieci giorni a Natale/7




20 dicembre
 
Se prima l’attesa era snervante, adesso è diventata davvero insopportabile. Quando finalmente saprò qual è il mio destino? E’ come se veramente ci fossimo scambiati i ruoli, come gli ho detto ieri. Perché mesi fa, dopo la nostra conversazione in cui lui aveva chiarito quella che era la situazione, il fatto che non si proponeva come fidanzato perché non sapeva se era in grado di provare coinvolgimenti eccessivi e tutto il resto, mi aveva lasciata libera di decidere se volevo ugualmente provare ad iniziare qualcosa con lui e vedere come sarebbero potute andare le cose.
“Non è facile rimanere con la tua decisione in sospeso”, mi aveva detto durante una telefonata. E poi, con il suo solito modo di scherzare per attenuare la tensione, mi aveva chiesto: “Devo mettere la testa sul ceppo?”
E lì avevo capito che non voleva perdermi, che aveva paura di perdermi. E’ stato così per tutti questi mesi: lui non ha mai voluto che io me ne andassi. E non lo vuole neppure adesso, tanto è vero che tutte le volte che abbiamo parlato negli ultimi tempi, è sembrato che lui escludesse la possibilità che me ne andassi. “O andiamo avanti come prima, ma non mi va perché non è giusto, oppure restiamo semplici amici”, mi aveva detto per telefono. Ma la terza possibilità, cioè il non vederci e non frequentarci più, non l’aveva mai espressa apertamente.
Adesso, comunque, al di là delle sue contraddizioni, sono io a chiedermi se “devo mettere la testa sul ceppo”. Io, all’epoca, scelsi di rischiare; non credo che lui adesso farà la stessa scelta. So che non cambierà idea. L’ho visto tentennante solo per pochi istanti, ieri. Ho capito che a me ci tiene, che la mia proposta di stare insieme lo ha effettivamente tentato…ma se conosco la sua testardaggine, rimarrà fisso sulla sua convinzione che non potrebbe funzionare, che non potrebbe darmi niente, che deve concentrarsi solo sui bambini.
Perché? Perché se due persone stanno bene insieme devono restare semplici amici? Se due persone si vogliono bene, gli ostacoli non si superano? I problemi non si risolvono? Secondo Luca no, evidentemente. Ricordo quando mi aveva detto che non voleva parlare delle cose che lo facevano stare male per non causare e provare ulteriore sofferenza. Gli avevo chiesto se non pensava che condividere quella sofferenza, almeno ogni tanto, potesse fare bene, e lui mi aveva risposto di no, perché non servirebbe comunque a risolvere le cose e farebbe solamente dell’ulteriore male a se stesso e all’altra persona. In quel momento ricordo che avevo pensato che se aveva portato avanti un matrimonio con quell’atteggiamento e quelle idee, non poteva che essere finito com’era finito.
Non mi ha mai voluto parlare di ciò che lo faceva stare male, né dei problemi che c’erano con sua moglie per la separazione, e io ho rispettato la sua decisone, per quanto mi sembrasse sbagliata. Solo una sera gli ho chiesto come andavano le cose, e lui ha parlato per una mezz’ora buona, senza che io lo interrompessi o gli facessi altre domande. Forse era proprio quella la dimostrazione che, nonostante quello che diceva, aveva un bisogno immenso di parlare e sfogarsi un po’. Anche perché tante altre volte, proprio quando meno me lo aspettavo, ha pronunciato delle frasi che sembravano manifestare la sua, seppur inconscia, volontà di parlarmi di ciò che non andava. Io però non ho mai raccolto, sicuramente sbagliando. So che ho commesso degli errori, tanti, e sarei davvero pronta a correggerli…se solo Luca me ne desse l’opportunità.
Eppure anche quella sera, alla fine del suo unico sfogo, aveva concluso dicendo che io in tutto quello non dovevo essere coinvolta, perché la cosa importante era che io fossi serena. Quante volte nel corso di questi mesi ha insistito sul “serena”! Ma come poteva pensare che stessi serena se non mi parlava di quello che lo faceva stare male? Come faceva a non capire che io stavo molto peggio se lui continuava a stare male e a tenersi tutto dentro? E ancora, come può adesso non rendersi conto che con il suo modo di liquidarmi mi sta dando tutto tranne che serenità?
Ho sbagliato tutto, sin dall’inizio. Anziché lasciarlo stare avrei dovuto pressarlo, costringerlo a parlare. Forse le cose sarebbero andate in modo diverso, ma ormai adesso è troppo tardi. Ho scelto la “strategia” sbagliata, con lui, e ora ne pago le conseguenze.
 
 
 
 
 
20 dicembre
 
Strano come questa giornata sia passata con meno angoscia e tensione delle altre. Forse perché credo che Luca sia in montagna con i bambini e quindi so che non lo sentirò, senza dover stare ad aspettare che suoni il telefono come faccio nelle altre giornate.
Ormai siamo in pieno inverno e fa un freddo terribile. Uscire con la cagnolina diventa sempre più un’avventura per coraggiosi! E poi, che depressione, questo tempo…
 
Questa mattina ho ricevuto il mio primo regalo di Natale, da parte di una cara amica toscana. Non ho resistito e l’ho già aperto: è un diario con lucchetto, molto carino, come non ne avevo da anni. Mi chiedo cosa potrò scriverci… Pensieri d’amore? Già, per chi?
Sulla prima pagina del mio diario di quest’anno che sta quasi per finire avevo scritto quello con cui, nel corso di questi mesi, avrei voluto riempire quelle pagine. Tra le altre cose, un posto importante lo avevo assegnato proprio ai “pensieri d’amore”. E già a gennaio, arrivava Luca.
Non riuscivo a credere che per una volta i miei desideri per il nuovo anno si fossero realizzati. Beh, a quanto pare il trucco c’era, mi sembrava troppo bello. Parlo di amore…ma cos’è stato? Solamente la follia “ibrida” di quasi un anno?
Quando ho mandato via e-mail a Luca alcuni miei scritti dedicati a lui in cui parlavo apertamente di “amore” nei suoi confronti, qualche settimana fa, mi aspettavo una risposta del genere: “è bello che tu abbia provato questo, ma per me non è la stessa cosa, mi dispiace”. Invece non me lo ha detto. Non mi ha detto niente del genere. Non ha mai fatto riferimento in alcun modo a quello che provava per me. E l’unica volta che gliel’ho chiesto apertamente, ha iniziato parlando genericamente di “amicizia” e poi è riuscito abilmente a sviare il discorso, riportandolo su qualcos’altro. Perché non ha nemmeno il coraggio di ammettere quello che prova, qualsiasi cosa sia?
Non ho grandissima esperienza in amore, questo è sicuro, ma il tipico istinto femminile ce l’ho anch’io. Certe cose si sentono. La prima volta che sono stata a casa sua e ci siamo concessi un po’ di intimità, alla fine di tutto ho notato la sua espressione, i suoi sguardi, il suo umore. Avevo davanti un uomo innamorato, non posso essermi sbagliata. Soprattutto, non posso essermi sbagliata perché non sono abituata a credere che qualcuno possa essere interessato a me, e anche dopo che me ne abbia dato la dimostrazione, continuo ad essere scettica, dubbiosa, diffidente. Se invece quella sera mi sono concessa di ammettere che quello era un uomo innamorato, significa che era davvero evidente, che non c’era alcuna possibilità di incertezza o dubbio. E allora? Possibile che mi sia sbagliata così tanto? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare da quanto sta succedendo.
Eppure no. Posso ancora sperare. Posso ancora credere che quando finalmente lo vedrò, le mie parole possano avere un qualche effetto e lo convincano a lasciare da parte le paranoie.
Già… Ma chi voglio prendere in giro? Dovrei conoscere la mia vita, ormai. Non ho mai fatto altro che lottare per le cause perse. Certo, almeno non ho mai avuto rimpianti, non ho mai detto: “Che stupida, avrei dovuto almeno provarci!”. Ma che differenza c’è tra un rimpianto e lo spreco di energie e forze per una lotta che sai già ti lascerà con un pugno di mosche in mano?
Ogni volta che nella mia vita mi è sembrato di trovarmi ad un passo da un grande risultato o dalla felicità, all’improvviso tutto si è sgonfiato ed è finito in niente. Dovrei averla imparata, ormai, la lezione. E invece sono ancora qui a sperare, ad illudermi che una seppur flebile speranza di riconquistare definitivamente quell’uomo ci sia.
Chi c’è di più sciocco di me?
 
 
 


2 commenti:

  1. 1. Non credo che sia stata la strategia sbagliata, penso che se uno si vuole lamentare lo fa comunque. Se uno vuole scappare lo fa comunque, sia che lo bracchi, sia che lo lasci libero. Lo fa comunque e basta. Quando uno è codardo o indeciso, lo rimane.

    2. So perfettamente come si sente la te in questa storia, perchè anche a me succedeva di scrivere frasi d'amore, pensieri carini ed essere ignorata. Come se non avessi scritto niente, e poi quando lui mandava qualcosa, ti emozioni, fai vedere che sei interessata.
    Mah! Viviamo su due mondi completamente diversi!

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