martedì 11 dicembre 2012

Dieci giorni a Natale/2





15 dicembre

 

Mi sono svegliata scoprendo che sarebbe stata una splendida giornata di sole, come poche ce ne sono in inverno. Il cielo era di un azzurro intenso, come nei primi giorni di primavera. Per questo è stato abbastanza strano alzarsi e vedere fuori dalla finestra le decorazioni natalizie per le strade.

Ho deciso di fare un bel giro a Milano. Ho fatto colazione, mi sono preparata con calma e, dopo aver salutato la mia cagnolina, sono uscita e mi sono avviata alla fermata dell’autobus. Per la prima volta dopo tanti giorni, mi sentivo quasi di buonumore: stare in casa non mi faceva bene e speravo che quell’uscita mi aiutasse a distrarmi un po’.

Come previsto, sono arrivata a Milano piuttosto velocemente. Sono scesa dalla metropolitana in Piazza Duomo e ad accogliermi è stata l’atmosfera che tutti gli anni vi si respira sotto le feste: qualche Babbo Natale, le mille luci, il grande abete decorato, la pista da ghiaccio.

Ho permesso solo per un istante al mio sguardo di indugiare nel punto dove, solo qualche mese fa, salutandomi, Luca mi aveva regalato il bacio in assoluto più dolce della nostra storia.

Sono entrata in Duomo, un po’ intimidita dalla presenza dei numerosi carabinieri che, dagli eventi, due anni fa, dell’11 settembre, sono stati posti a sorveglianza dell’ingresso.

La chiesa è bellissima, e ogni volta che la visito non cessa di stupirmi.

Quando sono uscita, ho gironzolato pigramente per i negozi e sono rimasta per una buona mezz’ora chiusa in una libreria, dove ho comprato per me stessa tre libri in sconto e poi ho sostato a lungo davanti alla sezione dedicata all’arte.

Sapevo che non era un artista di cui si parlava molto, ma speravo che grazie alla mostra che proprio in questi giorni si tiene a Roma qualcuno avesse avuto l’idea di pubblicare qualche testo su di lui. Sono stata fortunata: ho trovato addirittura il catalogo ufficiale della mostra. Gaudì è un architetto spagnolo che Luca adora. Ci ho pensato molto e alla fine ho deciso che sì, il mio regalo di Natale glielo avrei fatto comunque. Non so quando glielo consegnerò, dato che sto aspettando che sia lui a farsi vivo per propormi un incontro, ma in ogni caso lo conserverò fino a quel momento.

Ho notato lì vicino alcuni segnalibri artistici e ne ho scelto uno rappresentante una ballerina di Degas, dato che Luca ama anche gli Impressionisti.

Dopo aver pagato, sono uscita e sono andata un altro po’ a zonzo qua e là, tenendomi ben lontana dalla zona dell’ufficio di Luca e trovando qualche regalo carino per amici e famigliari.

Mancano dieci giorni a Natale e ancora non ho preparato né albero né presepe. Per un motivo o per l’altro, ogni anno tiro sempre l’ultimo minuto. Sulla via del ritorno, in pullman, mi sono chiesta se Luca, nel suo appartamento, abbia trovato il tempo di preparare qualcosa. Magari si è fatto aiutare da Mattia e Stefano. Come devono essere eccitati al pensiero che sta arrivando il Natale! Probabilmente stanno già facendo il conto alla rovescia… Chissà come festeggeranno. Chissà se Luca li avrà con sé. Chissà. Chissà.

Ho chiuso gli occhi e per un attimo mi sono immaginata nel salotto di Luca, ad addobbare l’albero tutti insieme: io, lui e i bimbi. Bel quadretto. Peccato che, ora lo so, Luca a quell’opportunità non ha proprio mai pensato. Per lui, probabilmente, fin dall’inizio non sono stata che una parentesi senza seguito né importanza.

 

Ho pranzato con mia madre e nel pomeriggio non ho fatto assolutamente nulla, oltre a stare sdraiata sul divano a leggere e guardare la televisione.

E’ lunedì. Inizia l’ultima settimana prima di Natale. Mi chiedo se Luca si farà vivo per stabilire un incontro prima di quel giorno, oppure se avrà la faccia tosta di chiamarmi solo per farmi gli auguri, o se addirittura non si farà sentire fino al nuovo anno. Non sono più in grado di prevedere le sue mosse. Non lo capisco più, e niente potrà più sorprendermi.

 

 

 

15 dicembre

 

Come ormai mi succede da un po’, anche questa mattina mi sono svegliata malinconica, nonostante mia madre avesse già aperto le persiane e avessi visto che era una splendida giornata di sole,

come poche ce ne sono in inverno. Da quando Luca ha rovinato tutto quello che c’è stato tra noi, mi sveglio sempre provando una tristezza infinita al ricordo di quell’unica mattina che ci siamo svegliati insieme. Ricordo come se fosse successo solo un paio d’ore fa il modo in cui mi ha abbracciata, la tenerezza con cui mi ha baciata e mi ha sussurrato “Buongiorno”.

Mi sono alzata stizzita, incapace di scacciare quel pensiero, e ho scoperto che per quella giornata di sole e cielo azzurro c’era uno scotto da pagare: un vento fortissimo e gelido che spazzava via le nuvole e creava non pochi problemi agli sventurati che dovevano uscire di casa. Fortunatamente non era il mio caso, dato che le lezioni in università sono finite da un paio di settimane e posso così godermi le vacanze. “Godermi”, dato il mio umore degli ultimi tempi, è davvero una parola grossa; resta il fatto che devo mettere il naso fuori casa solamente per fare sgranchire le zampe alla mia cagnolina.

Prima di iniziare “ufficialmente” la giornata con la colazione, ho aperto l’armadio e ho accarezzato con un dito la copertina del libro su Gaudì che ho comprato un paio di giorni fa per Luca. Quel gesto però mi ha fatto ricordare le sue, di carezze, e il modo tenero e allo stesso tempo quasi disperato con cui mi ha cercata e tenuta stretta a sé, quella notte di un paio di mesi fa. Il regalo che gli ho comprato in qualche modo mi rassicura del fatto che prima o poi lo rivedrò: altrimenti, come potrei consegnarglielo?

Ho già un piano in mente. Se non si farà vivo prima di Natale, dopo le feste mi farò trovare sotto il suo ufficio. Non può permettersi di sparire così, senza una spiegazione, senza motivare il suo assurdo comportamento e il suo cambiamento improvviso.

Ho fatto colazione e ho trascorso la mattinata tra Internet e i lavori domestici. Verso mezzogiorno, come sempre, sono uscita con la cagnolina e non ho potuto sottrarmi al vento gelido.

Quel vento…tirava un vento così forte anche quando Luca ed io ci siamo incontrati per la prima volta dopo un lungo scambio di e-mail. Quell’appuntamento era finito con quella domanda di Luca, “E adesso cosa ne sarà di noi?”, e quel suo sguardo, quasi disperato all’idea che io potessi non volerlo rivedere.

- Brutto stronzo! - ho imprecato ad alta voce. - Te lo chiedo io, adesso, cosa ne sarà di noi! Adesso dovresti chiedertelo, non allora, quando ancora non c’era stato niente!

Ho pranzato con mia madre e nel pomeriggio mi sono dedicata a due dei miei hobby favoriti: il disegno e la lettura. Eppure, in questi giorni, il tempo sembra non passare mai. So che non sto vivendo; sto semplicemente vegetando. Invento il modo di passare il tempo nell’attesa di risolvere finalmente quella situazione che mi sta facendo impazzire e che, in un modo o nell’altro, va risolta. Immagina, Luca, quanto sto male? Gliene importa qualcosa, oppure nemmeno si ricorda che esisto? E lui? Almeno un minimo, starà male pensando di potermi perdere anche come semplice amica?

Due settimane fa, durante la nostra ultima telefonata, con tono da cane bastonato mi ha chiesto, dopo il mio ennesimo rifiuto di comunicargli la mia decisione via telefono: “Allora sospendiamo i contatti fino a quando ci vedremo?”

Non so di quali contatti parlasse. Non so cosa intendesse davvero. Non lo capisco più. E la cosa peggiore è che lui sembra non capire più me. Lui che fin dall’inizio, invece, aveva dimostrato di capirmi meglio di tanti altri che mi conoscono da sempre. Cos’è successo? Cos’è cambiato?

Verso le sei sono stata costretta ad uscire nuovamente nel vento con la cagnolina, come faccio sempre. Ed è stato proprio in quell’occasione che, tanti mesi fa, Luca mi aveva telefonato per la prima volta.

“C’è una voce nuova per te”, mi aveva detto pieno di entusiasmo.



2 commenti:

  1. Bisogna cercare di capire quale è la storia vera?
    Sembrano abbastanza veritiere entrambi...

    RispondiElimina
  2. Andando avanti diventerà più facile capire... comunque è una specie di "Sliding doors" :-)

    RispondiElimina