giovedì 13 ottobre 2011

Al cielo (2001)





Sei lassù, lo so. Lo so perchè sono credente, e quindi credo nell'esistenza del Cielo. Ma anche se non fossi credente, saprei che tu sei lassù, perchè il Cielo è una cosa bella e merita di averti tra le sue stelle. Eppure a volte è così difficile parlarti, sentirti... Sembri lontano anni luce. A volte mi sento sola, abbandonata, priva di quella forza che sei solito darmi con la tua presenza silenziosa, con il tuo ricordo. A volte la vita mi sembra così grigia e triste, e la tua mano così lontana e inafferrabile...
Sono solo momenti. Poi torno a sentirti, anche più forte di prima, torno a sforzarmi di guardare il mondo con atteggiamento positivo, con curiosità, come facevi tu. Torno a cercare e scovare la bellezza anche nelle più piccole cose, a rimanerne scossa e affascinata, a sentire il tuo cuore che batte col mio, la tua emozione che si unisce alla mia, di fronte a un'opera d'arte, o a una meraviglia della natura. Senza di te, mai avrei imparato a guardarmi intorno, a scoprire la bellezza nelle cose quotidiane, anche in quelle apparentemente più banali e insignificanti.
Sei stato il mio Maestro. E lo sei ancora oggi, giorno dopo giorno. La cosa buffa è che non ti ho mai conosciuto.

E' così.
Non ci siamo mai incontrati. I nostri sguardi non si sono mai incrociati. Non ci siamo mai stretti la mano. Non ci siamo mai guardati in faccia. Non ci siamo mai sorrisi. E non sai quanto l'avrei voluto, ricevere uno dei tuoi sorrisi. E invece no, abbiamo vissuto due vite separate, distanti, senza nessuna possibilità che le nostre strade si incrociassero. Vite troppo diverse, le nostre. Ma così simili le nostre anime...
No, non ti ho mai conosciuto, ma ho sentito parlare di te dalle persone che ti sono state più vicine durante la tua vita e ho così scoperto un uomo meraviglioso, con una personalità complessa ma splendida. Un uomo con tanta gioia e voglia di vivere, con un amore smisurato per l'arte e la bellezza, sempre ottimista, sempre sorridente, anche nei momenti più duri. Così solare, pieno di energia, così semplice e riservato. In qualche modo mi innamorai della tua personalità, dei tuoi molteplici interessi, della tua grande curiosità, del tuo temperamento vulcanico, e oggi mi sembra di averti sempre conosciuto, di averti sempre avuto vicino, per tutta la mia vita.
Sembra folle, lo so. Ed è ancora più folle il ricordo del giorno della tua morte. Non eri mai stato niente per me, solo un nome. Un nome a cui non associavo nemmeno una fisionomia. Eppure, quel giorno, la notizia che te n'eri andato mi sconvolse. Ricordo ancora l'improvviso, incomprensibile battito del mio cuore, il mio sussurro istintivo e inspiegabile: "Non è vero, mio Dio, non è vero. Non è possibile". Fu come se mi avessero annunciato l'improvvisa morte del mio migliore amico. Cosa significa? Com'è possibile? Sono pazza? O forse talvolta nella vita accadono fatti simili, fatti strani?
Non so chi ti abbia fatto diventare parte integrante della mia esistenza, ma so che oggi ringrazio Dio che sia successo.

"Non si può morire in modo diverso da come si è vissuti".
Mi è capitato di leggerlo oggi, in un libro. Non è assolutamente vero. Tu sei morto in un modo troppo assurdo, troppo diverso da come avevi sempre vissuto. Non meritavi di morire così, ma ormai è inutile pensarci, e mi chiedo perchè lo stia facendo. Mi chiedo perchè continui a pensare a te, come mai il mio pensiero corra continuamente a te. Ci sono momenti in cui credo che gli angeli esistano e tu sia il mio, ma mi vergogno anche solo a pensarlo, perchè tutti mi direbbero che sono matta, se conoscessero queste mie riflessioni.
Così come so che in moltissimi mi direbbero che sono matta perchè Leopardi mi affascina. Lo stavo leggendo ieri sera. I suoi pensieri sono fantastici e ci sono stati momenti in cui ti ho visto davanti a me, nelle parole del poeta. Per esempio: "(...) io voglio parlare di quella (sensibilità) intima e spontanea, modestissima anzi ritrosa, pura dolcissima sublimissima, soprumana e fanciullesca, madre di gran diletti e di grandi affanni, cara e dolorosa come l'amore, ineffabile inesplicabile, donata dalla natura a pochi, ne' quali dove non sia viziata e corrotta, dove non sia malmenata e soppressata e pesta, tenerissima com'ella è, dove non sia soffocata e sterminata, dove in somma vinca pienamente i fierissimi e gagliardissimi nemici che la contrariano, (...) produce cose che durano, certo son degne di durare nella memoria degli uomini".
La sensibilità. Quell'elemento che tante volte ti ha impedito, e mi ha impedito, di essere capito dagli altri. Mi sono chiesta infatti se in Leopardi non ci sia un po' di noi. Sì, di NOI, perchè più vado avanti e più mi sento simile a te, anche se tu avevi un modo diverso di affrontare la vita e quello che ti offriva. Io non riesco ancora ad imitarti, in questo.
A volte mi viene da piangere, sai, se penso che non ci sei più e quello che mi sono persa non conoscendoti. Ci sono momenti in cui credo che saremmo stati grandi amici e che ci saremmo capiti al volo. E se fossi qui, adesso, potrei piangere sulla tua spalla, sfogarmi tra le tue braccia, parlarti di quello che sto passando, del mio amore finito, della confusione che regna nella mia mente e nella mia vita. Lo farò comunque. Piangerò, mi sfogherò, ti chiederò aiuto. E ho l'impressione che tu mi sentirai e sarai pronto a consigliarmi, perchè, anche se non so come sia possibile, sento che mi conosci, che sai chi sono, vedi quello che mi sta succedendo.
Dicano pure che sono matta, io so che non è così, e non mi faccio problemi. Stammi vicino, ti prego. Ho bisogno della tua forza d'animo, del tuo amore per la vita.

Ho letto una poesia di Ernesto Olivero.
"La tua luce mi ha cercato nel buio dei miei dubbi.
Mentre me ne stavo tranquillo mi hai cercato, abbagliandomi,
Ed io ti ho seguito".
Chissà, forse è andata così. Prima di conoscerti, non avevo capito davvero la bellezza e l'importanza della vita. Morendo, è stato come se tu, per qualche motivo che non posso capire, fossi venuto a cercarmi e con la notizia della tua morte mi avessi dato una bella scossa, come per dirmi: "Seguimi, e capirai quanto è bella ed importante la vita".
Chissà se è andata davvero così... E se anche fosse, se anche avessi voluto davvero parlarmi, dirmi qualcosa, perchè hai scelto proprio ME?

Oggi è il terzo anniversario della tua morte. Volevo andare in Chiesa per parlare con te, mi sembrava di doverti dire tante cose, ma una volta lì, davanti all'altare, non ho più trovato le parole. Alla fine, sono riuscita solamente a dire una semplice frase: "Ti voglio bene". Fino ad oggi avevo avuto paura a dirla, perchè non si può voler bene a una persona mai conosciuta. Ma il mio pianto di questa mattina all'alba pensando a te mi ha convinta della realtà. Dunque ti voglio bene, anche se non so come sia possibile. E queste tre parole riassumono tutto quello che ti vorrei dire.
Ho acceso una candela. E' vero, è solo una piccola, misera candela, che tra qualche giorno sarà solo cera fusa. Ma io voglio credere fermamente che quella candela accesa oggi sia come te: quella luce, come il tuo genio, il tuo ricordo, la tua vivace personalità, non si spegnerà mai. La tua stella non morirà mai. Continuerà a brillare sopra di me, illuminando la mia strada.

Ho visto tua figlia. E mi ha sconvolta. Ha solo tredici anni, ma negli ultimi tre è cambiata tanto. Da quando tu te ne sei andato. Era vestita e truccata come una ventenne, ma quell'espressione, quegli occhi tristi, mostrano che non ne è felice. Perchè la tua ex moglie si comporta così? Perchè dopo la tua morte ha cambiato tutto, compresa la figlia che tu amavi tanto? Quella ragazzina era la tua principessa, ma una principessa bambina, non una truccata e ingioiellata come quella che ho visto io! Spero che lei, però, riesca a tenere duro. Spero che, nonostante la sua giovane età, abbia abbastanza forza di carattere da non lasciarsi traviare e manipolare dalla madre.
Sii te stessa, piccola, non sprecare la tua giovinezza nel corrotto mondo della moda, dell'ipocrisia, dell'apparenza. Cancella la tristezza dal tuo sguardo, trova la forza nella tua fragilità. E ricorda che papà è sempre con te. Te lo dice una che lo sente al suo fianco giorno dopo giorno, passo dopo passo. E non l'ha nemmeno conosciuto.

Questa storia ormai va avanti da anni. Sono qui a piangere un uomo che non conoscevo. E' assurdo, eppure... Dimmi: com'è possibile che esista un sentimento forte come l'amore, ma che non è amore? Perchè è questo che provo per te. Qualcuno parla di "affinità elettive". Chissà.
Sono stanca di questo dolore. Voglio uno dei tuoi famosi sorrisi solo per me, voglio sentire una tua risata, voglio sentirti scherzare e fare battute.
Voglio sentire la tua voce, quella voce che a volte si incrinava quando dovevi parlare davanti alla gente, perchè quell'innata timidezza non sei mai riuscito a celarla del tutto.
Voglio sentire la tua voce che mi chiama "tesoro" come facevi con gli altri. Voglio sentirla che si alza per litigare con me, perchè tra noi non sarebbe stato sempre rose e fiori, anzi. Due testoni non possono non scontrarsi, e tra tutti e due abbiamo una bella testa dura.
Sì, lo so, lo so che ogni giorno mi sei vicino e mi parli, anche senza bisogno di parole, ma Dio solo sa quanto in certi momenti vorrei sentire la tua voce.
Mi manchi, Gianni. Infinitamente.






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