Paul si alzò e camminò nervosamente per qualche secondo, poi, con le mani sui fianchi, guardò la ragazza sorridendo con amarezza.
- E’ sempre stato così, fra noi - le disse. - Tu hai sempre pensato di sapere cosa fosse la cosa migliore per me, quella che mi avrebbe fatto soffrire di meno. Anche a Central Park… Mi avevi chiesto di dimenticarti, di cercarmi una ragazza in gamba, perché meritavo qualcosa di meglio di te. E poi…poi, di fatto, sei sempre stata tu a stabilire tutto, a reggere le fila del gioco. Mi hai tenuto lontano finché avevi altro da fare, poi, quando hai deciso che mi volevi, da un giorno all’altro ti ho trovata qui a casa mia. E adesso stai mettendo un’altra volta la parola fine a ogni cosa. Io non ho mai avuto voce in capitolo e me ne rendo conto solo adesso.
- Paul, io non ti ho mai trattato come un burattino.
- No, non ti sto accusando di niente, sto soltanto dicendo che in fondo è vero: da quanto mi hai raccontato di tuo zio, posso dire che sei esattamente come lui. Sai manipolare la vita delle persone, sai farne ciò che vuoi.
Trisha rimase alcuni istanti in silenzio, imbarazzata. Sapeva manipolare la vita delle persone. Esattamente come suo zio.
- Io… Ti assicuro che non me ne ero mai accorta… - mormorò. - Credimi, non l’ho mai fatto di proposito.
- Lo so. Ed è questo che mi fa paura. Quando lo farai di proposito, sarai davvero…terribile. E’ il miglior aggettivo che mi venga in questo momento.
Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime. Si avvicinò al fotografo e lo abbracciò, stringendolo a sé.
- Paul… - sussurrò, ma lui rimase rigido e non ricambiò il suo abbraccio.
- Bene - disse, gelido. - Credo che ci siamo detti tutto. Puoi andare, Trisha. Puoi prendere la tua strada, come mi hai detto.
Lei lo guardò e ripeté:
- Paul…
La guardò anche lui, combattendo con se stesso per non supplicarla di rimanere e dimenticare la sua follia.
- Cosa vuoi? Portarmi a letto ancora, scusarti, restare con me fino alla prossima volta, fino al prossimo capriccio? No, Trisha, non te lo permetterò. Hai giocato abbastanza con la mia vita.
Le prese le braccia e l’allontanò da sé.
- Vattene - le intimò con voce calma. - Per sempre, stavolta.
(Da "L'ultima Gardini")

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