Novembre 2002
Amore mio,
non so dove tu sia in questo momento. Forse stai studiando, chino sui libri, per un esame che si avvicina, o forse stai lavorando, davanti a un computer o sommerso da un mucchio di carte. O forse stai semplicemente ridendo con gli amici...
Mi chiedo se sei tranquillo in casa, o indaffarato in ufficio. Se sei in jeans e maglione o impeccabile in giacca e cravatta.
Io sono in pigiama, adesso, mentre sto seduta alla scrivania a scriverti questa lettera, accanto al letto che mi sta aspettando. E' tardi, ma non ho ancora voglia di andare a dormire. A volte quel letto mi mette tristezza. Sono stanca di andare a dormire sola, è tanto, troppo tempo che lo faccio. Vorrei avere te al mio fianco, anche solo per non sentirmi più sola, per avvertire la tua presenza, il calore del tuo corpo disteso accanto al mio. Vorrei dormire tra le tue braccia, sentendomi finalmente al sicuro, certa che niente e nessuno potrà più farmi del male, neppure le avversità della vita, che da troppo tempo mi perseguitano.
Credo di avere diritto anch'io a un po' di serenità, se non proprio di felicità, non pensi?
C'è chi mi considera fragile e chi mi considera forte. Credo di essere entrambe le cose. Se non fossi stata forte, non avrei superato questi anni difficili. Se non fossi forte, non sarei qui a sperare ancora che prima o poi tu arriverai; sono sicura che molti si sarebbero già arresi! Ma i momenti di debolezza li ho anch'io, eccome. E' solo che li nascondo, perché detesto lasciar trasparire la mia fragilità, le mie debolezze, e allora preferisco mascherarle con l'arma della freddezza o dell'indifferenza.
Chissà, forse comincerà proprio così, tra noi. Senza neppure rendermene conto, abbasserò la mia maschera, le mie difese, ti mostrerò il mio lato più fragile, piangerò davanti a te senza alcuna vergogna. E allora tu saprai esattamente come comportarti. Mi stringerai tra le braccia e mi rassicurerai, ma allo stesso tempo, con un tono di severità nella voce, mi ordinerai di rialzare la testa e guardare avanti con ottimismo. Ti lasceresti intenerire dalla mia fragilità, ma non commuovere: la fronteggeresti senza paura né compassione e mi faresti sentire una persona nuova, più matura, più forte, più coraggiosa. Sì, forse comincerà così, fra di noi.
Ad ogni modo, comunque vada, so che quando ti incontrerò sentirò che tu saprai già tutto di me, inconsciamente. Come se mi avessi sempre conosciuta, in qualche angolo della tua anima, e allora per me svanirà quella sensazione di noia e fastidio che ho provato più di una volta cercando di raccontare me stessa e la mia intera esistenza a chi di me non aveva mai saputo niente, a chi non aveva mai fatto parte della mia vita. Sì, in qualche modo tu mi conoscerai già, e le mie parole, i miei racconti, non faranno altro che renderti consapevole di ciò. E lo stesso sarà per me.
Potremo parlare per ore e ore, anche di sciocchezze, di banalità, eppure entrambi saremo ansiosi di sentirle e ci sembreranno le cose più importanti ed essenziali del mondo. E a volte invece parlare non servirà, basterà uno sguardo per capirci al volo, per intuire i pensieri dell'altro prima che vengano espressi.
Appartenersi e completarsi. E' questa l'idea che ho dell'amore, di quello vero. Essere un tutt'uno, di anima e corpo, due metà della stessa mela. A volte mi sembra una magia. Non è qualcosa di curioso, di affascinante? Pensaci. Due persone, un uomo e una donna, che insieme costituiscono un'unità perfetta, dove ognuno ha ciò che manca all'altro. Come due tessere di un puzzle che si incastrano perfettamente, due tessere uniche al mondo, nessuna possibilità che una delle due possa essere sostituita da un'altra.
Cosa dici, sto delirando? Sono solo una povera illusa tormentata da sciocche romanticherie che ha letto troppi libri - o forse ne ha scritti troppi?
I miei libri... So che tu sarai ansioso di leggerli. Anche se fossi indaffaratissimo con lo studio o il lavoro, il tempo per leggerli avidamente lo troveresti. Perché, esattamente come sarà per me, anche tu desidererai conoscere tutto di me, della mia anima. E tutto questo traspare dai racconti che scrivo.
Apparentemente non hanno nulla a che fare con me, sono storie che riguardano altri personaggi, altre realtà. Eppure, in ognuno di essi c'è qualcosa che mi appartiene. I miei sogni, le mie idee, i miei sentimenti, quello che sono e quello che vorrei essere. Solo leggendo tra le righe, con una sensibilità particolarmente profonda (la sensibilità di un innamorato?), ci si rende conto di tutto questo. E so che tu ci riuscirai. Leggendo la vita e gli atteggiamenti dei miei personaggi, per quanto diversi tra loro possano essere, leggerai di me. Una chiave di lettura che sarà tua soltanto: gli altri continueranno a vedervi solamente le gioie e i dolori delle varie Anna, Claudia, Trisha... Tu invece capirai che dietro ad Anna c'è il mio dolore per la perdita di una persona speciale; dietro a Claudia, i miei sogni d'amore; dietro a Trisha, la donna spregiudicata e arrivista che a volte ho desiderato essere per cercare di soffrire di meno, rinnegando i miei sentimenti. E così via. E capirai che dietro tutti i loro uomini, per quanto possano sembrare differenti fra loro, in realtà ce n'è sempre stato soltanto uno: tu. Lo vedi? Sapevo chi eri prima ancora che arrivassi!
Mi incoraggeresti a scrivere ancora, controlleresti giorno per giorno il mio lavoro, mi daresti consigli e pareri, e mi faresti infuriare con le tue critiche. Oh sì, non credere che io sia calma e remissiva, dolce e delicata, solo perché adesso sto parlando d'amore! Sbagli, se pensi che io sia così: ferisci il mio orgoglio e non ti parlerò per giorni. Lasciati scappare una parola di troppo e la ricorderò per sempre, anche dopo averti perdonato.
Non credere che avrai vita facile, con me. Dovrai misurarti con la mia testardaggine e il mio orgoglio, e spesso dovrai scendere a patti con loro.
Te l'ho detto: sono forte e fragile allo stesso tempo. Quindi non credere che solo perché in questa lettera sto parlando di amore, sogni e romanticherie, sia una tenera creatura delicata bisognosa di dolcezza e nient'altro. Né voglio avere accanto un uomo fatto solo di tenerezze e romanticherie!
Ma so che tu lo saprai già, di che cosa avrò voglia e bisogno, non serve che stia qui a spiegartelo. Saprai perfettamente quando essere dolce e quando essere determinato. Sarai romantico senza essere svenevole, sarai deciso senza essere volgare. Saprai quando lasciarmi libera e indipendente e quando far valere i tuoi diritti di proprietà su di me.
Avrai tutto da me: fiducia, comprensione, sostegno, rispetto. Poco per volta arriverò a donarti la cosa più preziosa che possiedo: me stessa, nella sua interezza, anima e corpo. Non avrò paura di farlo, perché capirò che sei l'uomo giusto, quello che aspettavo da sempre. Ne avrò la certezza quando finalmente sarai sopra di me e i miei ultimi timori, la mia innata diffidenza scompariranno, mentre diventando parte di te mi perderò in un mondo a cui ero destinata sin dall'inizio della mia vita: il tuo.
La notte segnerà il traguardo delle nostre esistenze, quando insieme raggiungeremo quei fini che ci eravamo sempre prefissi. In quella notte niente esisterà al di fuori di noi, le nostre menti non saranno in grado di concepire altro. In quei momenti il mio passato, i miei anni solitari e difficili, il mio tormento interiore, la mia eterna inquietudine malinconica sfumeranno in lontananza e allora capirò che per me starà nascendo un giorno nuovo, fatto di luce e di speranza. In quel letto mi legherai a te definitivamente, alternando anche lì, come nella vita di ogni giorno, dolcezza e passione, tenerezza e determinazione, guidandomi alla scoperta di quell'inimitabile gioia che è quella del dare e ricevere, del sentirsi due anime in una.
Quella notte ciò che avverrà tra di noi sarà una sorta di rito, qualcosa di sacro che nei nostri cuori rimarrà per sempre, unendoci da lì all'eternità. Forse ti sorprenderai nel vedermi piangere e allora ti spiegherò che no, non hai fatto niente di sbagliato, sono solo terribilmente felice. Resteremo abbracciati a parlare fino a quando le prime luci dell'alba non filtreranno attraverso le persiane e allora mi abbandonerò al sonno tra le braccia di quello che ormai sarà diventato a tutti gli effetti il mio uomo.
Credo che uno dei momenti più belli in assoluto sia quello in cui ti svegli accanto alla persona che ami. In quel momento ti regalerò il mio sorriso più sincero e ti ringrazierò per avermi fatta sentire finalmente donna, per avermi fatto capire cosa sia realmente la femminilità. Mi prenderai gentilmente in giro, dicendo scherzosamente che quella è soltanto una frase da romanzo e che la mia passione per la scrittura ancora una volta ha preso il sopravvento. Ma capirai dal mio sguardo che non sarà così, che quella per me non sarà solo una frase fatta. In quel momento, grazie a te, avrò finalmente preso coscienza di me stessa, della mia identità, in ogni suo aspetto. Con te al mio fianco mi sentirò una persona completa, per la prima volta nella mia vita.
Vorrei fare con te le cose più comuni e apparentemente più banali, ma che per me si caricherebbero di un alone di magia. Semplici gesti come accompagnarmi alla fermata dell’autobus al mattino, stare lì con me finché non arriva e poi baciarmi e augurarmi buona giornata. E la giornata la passerei con animo più allegro e positivo, sapendo che alla fine potrei correre da te a raccontarti quello che ho fatto, quello che ho visto o anche semplicemente pensato in quelle ore. Passerei la giornata con animo più positivo, sapendo che alla sera ci sarà qualcuno ad aspettarmi, a morire dalla voglia di vedermi, di sentire la mia voce.
E se per qualche motivo dovessimo stare separati per qualche giorno, se tu magari dovessi partire per lavoro… So già che mi sentirei morire e vorrei supplicarti di non andare, anche se poi, di certo, per orgoglio o per non mostrarmi sciocca e fragile, non lo farei. Non sarebbero capricci infantili: mi mancheresti troppo, anche se dovessi stare via solo pochi giorni. Avrei una paura matta di perderti, di non vederti più tornare da me. Non sarebbe una paura concreta: non avrei paura che tu incontrassi un’altra, per esempio. Non so come spiegarlo, è una paura più indefinita, astratta…la paura di tornare ad essere sola e vuota com’ero prima di incontrarti. Ma non te lo verrei certo a dire, lo terrei per me!
Già, a proposito di “incontrare un’altra”. Forse questo è un altro mio difetto, tanto vale che tu lo sappia subito: se ti amassi davvero, sarei gelosissima. Gelosissima e possessiva. No, lo sai, non sono il tipo che fa scenate in pubblico o cose simili; ma i miei sguardi, i miei atteggiamenti, farebbero immediatamente capire sia a te sia alla mia potenziale rivale che sarei pronta alla battaglia. Sarai il mio uomo, e i miei diritti su di te li difenderò con tutte le mie forze! Sono un Leone, non dimenticarlo: se perdo le staffe, sono dolori!
Che strano… Quando ho cominciato questa lettera, volevo parlare di te. Ma adesso mi rendo conto che in realtà ho parlato di me, ho raccontato e svelato me stessa, il mio carattere, i miei sogni, i miei difetti. Ho sempre pensato che scrivere potesse essere più utile della psicoanalisi!
Bene, e ora cosa ne farò di questi fogli? Credo che li infilerò in una busta e la chiuderò in un cassetto, in un posto sicuro. E la conserverò lì…fino al giorno che arriverai. So che arriverai, perché, nonostante le disillusioni passate, credo ancora nei sogni e nella possibilità di essere amata e felice. Quel giorno tornerò ad aprire quel cassetto e consegnerò questa lettera nelle tue mani. La leggerai e capirai chi sono davvero. E ti renderai conto di quanto l’uomo qui descritto ti somigli. Sarà leggendo queste parole che capirai davvero quanto ti avrò aspettato e quanto significherai per me.
Quale sarà la tua reazione? Forse mi guarderai commosso: per me sarebbe una bellissima reazione! Non ti vergogneresti a farti vedere commosso, vero? Guarda che a me non piacciono gli uomini tutti d’un pezzo!
O magari, chissà…magari sto solo fantasticando. Forse questa lettera rimarrà chiusa in quel cassetto per l’eternità. Beh, diciamo che, se tra una quarantina d’anni questa lettera mi ricapiterà tra le mani, allora capirò di aver sbagliato tutto, di aver sprecato la mia vita nell’attesa di un uomo che non esiste, se non in qualche film o in uno dei miei tanto amati libri. Solo allora capirò di aver vissuto come una stupida in un mondo di letteratura scambiato per realtà. Un mondo dove vedevo le pagine della mia vita come se fossero pagine di un romanzo, ma dove la mia vita, del romanzo, non aveva assolutamente nulla.

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