Anni prima, aveva fatto una promessa a se stessa e l'aveva pronunciata ad alta voce, davanti a coloro che la circondavano. Avrebbe inseguito e perseguito ricchezza e potere con le sue proprie forze, con i suoi propri mezzi, qualunque essi fossero stati.
Aveva sempre pensato che due potevano essere le sue risorse per raggiungere i suoi obiettivi, che poi erano anche strettamente collegate: la bellezza e gli uomini. Con la bellezza avrebbe potuto sedurre senza troppi sforzi gli uomini giusti, che avrebbero potuto darle quello che cercava.
Aveva preso coscienza di quella sua bellezza qualche anno prima, quando, durante un'afosa estate newyorkese, aveva cominciato ad uscire in pantaloncini e top o magliette aderenti, e non passava giorno che non ricevesse un apprezzamento più o meno pesante, un fischio d'ammirazione o un saluto malizioso. Questo l’aveva portata alla convinzione che la maggior parte degli uomini fossero estremamente stupidi e che le sarebbe bastato presentarsi nel locale adatto con l'abbigliamento e l'aspetto adatti per far cadere ai suoi piedi chiunque avesse voluto.
E così, una volta in Italia, quando Stefano le aveva puntato gli occhi addosso e lei, informandosi su di lui, aveva scoperto che era un buon partito, aveva messo in pratica le nozioni apprese studiando le reazioni e i comportamenti degli uomini. Le era bastato pochissimo tempo per conquistarlo e cominciare a ricevere regali su regali. Non si era mai chiesta se lui le piacesse davvero, semplicemente si era convinta che fosse così. Non si era mai soffermata sul significato del termine "amore". Almeno, non finché aveva conosciuto Paul.
I sentimenti che l'avevano tormentata in quei giorni l'avevano scombussolata, ma c'era qualcosa che l'aveva sempre spinta a reprimerli e a stare lontana da lui. Cosa avrebbe potuto offrirle un fotografo?
Trisha amava leggere biografie o libri che parlavano di donne come Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Evita Peron, Lady Diana: donne che avevano avuto fama, ricchezza, potere. Che erano state amate e idolatrate in alcuni casi, criticate e denigrate in altri. Era come loro che sognava di diventare, che poi, in fondo, era come diventare simile a suo zio. Ma con un uomo come Paul sarebbe stato impossibile. Sì, si ripeteva, aveva fatto bene a scegliere di non seguirlo in America, anche se in quei giorni era stata così male. Doveva imparare a mettere i sentimenti in secondo piano, o non sarebbe mai arrivata dove voleva.
(Da "L'ultima Gardini")

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