Il roseto era sul retro della villa, un po' nascosto tra gli alberi, nello splendido parco. Stando in quel roseto sembrava di vivere un sogno, o di essere in un mondo incantato. Mille colori e mille profumi si fondevano insieme; nonostante fosse già luglio, le rose erano ancora bellissime.
- Ecco perché la casa è piena di rose in ogni angolo! - esclamò Roberta, totalmente affascinata.
- Ce ne sono quindici varietà diverse - disse il conte.
Aveva preso delle forbici da giardino in un capanno lì vicino e adesso le usò per tagliare una rosa gialla da offrire a Roberta, che lo ringraziò con un sorriso.
- Non so se te ne sei accorta, ma adoro questi fiori - le disse, scherzando. - Sono il simbolo della passione, dell'eleganza, della bellezza...però hanno anche le spine. Sono un po' come la vita: bella e piena di passioni, ma anche con diverse "spine".
- Ma le spine si possono sempre tagliare, togliere, no?
A pronunciare quelle parole era stato Carlo, arrivato all'improvviso alle loro spalle, cogliendoli di sorpresa.
Il conte rise, alzò gli occhi al cielo e spiegò a Roberta:
- Questa è una vecchia diatriba tra me e Carlo. Vediamo tu come la pensi. Carlo sostiene che le spine si possano eliminare: tu che ne dici?
Roberta ci pensò solo per un attimo, poi rispose:
- Mi dispiace, ma non sono d'accordo. Le spine non si possono e non si devono eliminare. Una rosa senza spine non sarebbe più una rosa; una vita senza sofferenze non sarebbe più Vita. Certo, sarebbe bello non soffrire mai, non avere problemi, però...la vita è tale proprio perché è un alternarsi di gioie e dolori.
(Da "Fa di te stesso un'opera d'arte")

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